Amen.

Inferno e Paradiso. Due posti in cui, secondo la fede che nutro in Dio, vengono collocate tutte le anime degli uomini in base all’amore che hanno provato, durante la loro vita terrena, per il Creatore. In un mondo in cui la scienza crea cellule artificiali in grado di riprodursi, personalmente, sento il bisogno di dover credere in un’entità superiore, capace di gestire il mio destino e, dunque, la mia esistenza su questo pianeta. La nostra vita è paragonabile al lancio dei dadi, attraverso i quali decidiamo le nostre sorti. E se non fossimo noi a lanciare quei dadi? Ovvero, se ci fosse una forza sovrumana, capace di gestire ogni azione e situazione, in grado di definire le nostre sorti? Non sono Cattolico, per carità! Sono il primo a definire "l’Anticristo" quell’uomo residente al Vaticano che tanto ama definirsi "il Pontefice" tra il cielo e la Terra. Bensì, ho scoperto "la verità" riguardo il Cristianesimo grazie ad un’esperienza avuta in una Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. Non condivido tante cose dell’Evangelismo, tra cui la disparità dei sessi e il disdegno verso gli omosessuali, questi ultimi definiti dai praticanti di questa fede: "Bestie e servitori di Satana". Approvo pienamente, invece, la loro convinzione sull’esistenza del Signore, così come quella del Paradiso e dell’Inferno. Alla fine, non è altro che un’immensa fede in Dio, appunto. Credo che se morissi in questo istante andrei all’Inferno, e, senza vergogna, ammetto che la cosa mi spaventa. Però, se riflettiamo, il nostro mondo, per quanto sia "il regno di Lucifero", presenta già quei due posti di cui conosciamo solo i nomi. Nel corso delle nostre vite ci capitano fasi e periodi, che possono durare anni, in cui scopriamo la parte infernale del mondo, così come quella paradisiaca. Credo di aver visto l’Inferno, di aver scontato le pene che esso comporta, ma di non aver finito di pagarle. Pensandoci, la mia vita è un continuo alternarsi di Inferno e Paradiso… Un giorno sono lì, tra le nuvole e il cielo azzurro, ed è tutto così perfetto e bello. Un altro cado giù, negli abissi più oscuri, tra le fiamme ardenti, insieme alle persone più stronze che abbia conosciuto. Non sono un Santo, manco credo nella beatificazione degli esseri umani, ma so di essere una brava persona, dopotutto. Anche se, ormai, è risaputo… Il posto in Paradiso non ce lo giochiamo attraverso le buone azioni, ma credendo fortemente in Dio, talmente tanto da amarlo e glorificarlo ogni beatissimo giorno della nostra vita. No! Non mi sono fumato un cannone, né una luce divina mi ha miracolato. Sono semplicemente un uomo, in mezzo ad altri sette miliardi, che non sa più a cosa appigliarsi in un mondo di plastica sempre più alla deriva. La domanda è: dove andremo a finire con tutto questo sesso? Passaparola.
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