Amare, o godere?

L’egoismo fa parte della natura umana. Non siamo ipocriti. Che sia volutamente o meno, colpevole l’inconscio, mettiamo sempre al primo posto le nostre esigenze, ci battiamo per i nostri pensieri e i nostri voleri, magari anche se siamo coscienti che sono sbagliati, e pensiamo solo alla nostra soddisfazione. Alla nostra felicità. Sono stato spesso accusato di essere egoista, di pensare solo a me stesso, il più delle volte da persone a cui ho dato anima e corpo. Anche l’amore può diventare una forma d’egoismo. Facciamo tanto per la persona che ci sta accanto, e pretendiamo di ricevere quel "tanto", moltiplicato per mille. Ho vissuto una relazione così. Se è per questo, ho vissuto una relazione in cui c’erano tutti i difetti che l’amore può provocare. Non parlo del banale tradimento. Quello l’abbiamo fatto tutti, almeno una volta. Quando si è giovani si tradisce, senza dare nemmeno troppo peso alla cosa, tenendola segreta, ma senza accettare minimamente l’idea di essere traditi. Effettivamente, fa male a tutti pensare che la nostra metà si scopi qualcun altro. Oggi, dopo aver sofferto parecchio per certe situazioni, credo che il sesso sia sopravvalutato. Certo, si tratta di rispetto verso l’altra persona, una questione di fedeltà, ma finché si tratta di due corpi che condividono un’emozione concreta, e non astratta, che male c’è? Tempo fa, in un periodo in cui ero turbato nel vedere tradimenti ovunque, un’amica mi disse una frase che non dimenticherò mai: "Potranno prendersi l’interesse, ma il capitale tornerà sempre da te". Per mia esperienza, è sempre stato così. Un conto è godere, un altro è condividere un sentimento estremamente passionale, in cui due corpi vivono col battito di un unico cuore. Non per niente, in questo 2010, gran parte della popolazione mondiale possiede il cosiddetto "Trombamico", o "Scopamico", come si preferisce. Credo che se amassi non riuscirei a dire queste tristi parole, ma al momento non amo, o meglio, non amo talmente tanto da rinunciare a quelli che sono i miei istinti. Sto davvero bene così… Non ho freni dovuti a terzi, e vivo in libertà. Ma parlo di uno stato mentale, piuttosto che fisico. La leggerezza del pensare solo a se stessi, ai propri bisogni, alle proprie voglie, e soddisfarsi. Ma, nonostante tutto, ci sono sempre quelle persone che ci portano a dedicargli parte dei nostri pensieri quotidiani, a dargli affetto, fino ad arrivare ad amarle. Parlo di quelle persone che, magari, ci portano al punto di dedicargli un’esibizione canora, in diretta televisiva, esclamando un plateale: "Per una persona molto importante". La felicità di aver scaturito felicità. Credo che non esista cosa più bella. Col tempo si giunge all’amore, e a quel punto la condivisione di una vita diventa dolcemente spontanea. L’importante è non svalutare mai l’amore per il proprio essere, rispetto a quello per un altro, e non darsi mai una definizione. Diceva un vecchio saggio: "Definire un rapporto è come dargli una fine". Sono i fatti a stabilire cosa sono due persone, e non l’etichetta che esse si impongono, convenzionalmente. E vissero per sempre felici e contenti.
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