Nella fossa dei leoni.

Costruzione. Apparenza. Ipocrisia. Pare che siano questi gli ingredienti principali di questa città. Mi sembra di vivere in un posto totalmente artificiale, circondato da bambole di dura e lucida plastica. Oggi ho passeggiato tantissimo; sono sceso di casa, e dal Corso Buenos Aires sono arrivato in Piazza San Babila, per poi proseguire verso il Duomo, via Torino, fino alle colonne di San Lorenzo (le mie gambe sono a pezzi!). E’ tutto così apparentemente bello, un nuovo mondo da scoprire, e mi autoconvinco che sia tutto splendido. Ma di sera arriva ancora l’inevitabile malinconia, la nostalgia per quella semplicità, genuinità, che tanto contraddistingue Napoli. La mia unica, splendida, Napoli, in cui bastava una piazza e qualche birra tra veri amici per rendermi felice, e poter dire di aver trascorso una magnifica serata. Mi sento come se avessi perso lo spirito d’intraprendenza che ha sempre regnato dentro di me, che mi rendeva un punto di riferimento per i miei amici, e mi mancano quei locali partenopei dove mi sentivo come se stessi a casa mia. Nostalgia per quella vita perfetta che mi ero costruito, a cui ho detto “arrivederci” solo sei giorni fa. Vorrei tanto non sentirmi così. E’ troppo presto per sentirmi così. Ma prevale la mia determinazione, la forza della mia persona, e vado avanti. Qui è tutto diverso. Sarà la solitudine che provo stando lontano dai miei affetti, ma non vedo spirito umanitario, né spontaneità. Solo tanta gente, che gioca a “Sex and the City” in una città che si maschera di griffe. Posso solo dire a me stesso… “Benvenuto nella fossa dei leoni!”.

Il 31 Dicembre 2008 dissi a me stesso che avrei ricominciato da capo,
guardando la vita con un’altra ottica.
Decisi di essere felice,
incondizionatamente.
Lo feci con una canzone,
ascoltandola tutta,
fino alla fine.

Lo rifaccio.
E dopo quei 10 minuti e 42 secondi sarà un nuovo inizio.
Mi piace pensarla così.

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2 thoughts on “Nella fossa dei leoni.

  1. Quando si lascia il proprio ambiente, le proprie abitudini, i propri ” agi”, gli affetti, è difficile farlo disinvoltamente. Sarebbe come ammettere di non avere sentimenti. Ma quando le scelte ” dolorose” riguardano il proprio futuro, e se si è veramente determinati a perseguire i propri obiettivi, allora anche una Milano ” indifferente” e ” stereotipata” lascia il tempo che trova e non potrà mai diventare motivo per farti desistere, anzi proprio queste sue connotazioni (che non apprezzi !) possono rappresentare una sfida ad andare avanti….. nonostante tutto e tutti! Vai avanti imperterrito, non mollare, non dargliela vinta ( forse è proprio quello che vuole… vederti sconfitto!)

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