100% carne bovina. L’originale, al formaggio.

Per la gioia di molti (spero), sono ancora vivo. Da quando sono ritornato a Milano, poco più di un mese fa, è stato tutto così intenso, tra libri, film di Stanley Kubrick, esami e… Sentimenti. Sono appena rientrato da una splendida serata in discoteca, e, nonostante siano passate le sei del mattino, ho deciso di scrivere. Mi mancava scrivere qui sopra, esternare i miei pensieri, le mie vicissitudini. Ma ho capito che quando scrivo lo faccio per sfogare un “malessere” che mi tormenta. La spiegazione alla mia assenza da blogger è, quindi, giustificata dal fatto che sto vivendo un periodo felicissimo. Ho colto la prima, piccola, soddisfazione della mia carriera universitaria, ed è stata una sensazione magnifica vedere ripagati quei sacrifici fatti da giornate intere sui libri (ovviamente non molte). Ed è stato altrettanto splendido vedere i miei amici partecipi del mio esame di Linguaggi del Cinema e della TV guardando insieme a me i film di Stanley Kubrick. Indimenticabile la visione di “Eyes Wide Shut” alle quattro del mattino, nella cucina di quella gabbia di matti situata in via Plinio. Ora mi sto godendo gli ultimi giorni di cazzeggio, ma lunedì ricomincerò i corsi, e mi toccherà stare in quella splendida Università dalle 10.30 alle 18. Soddisfazioni universitarie, ma anche personali. Con quest’ultima cosa intendo l’amore. Parola grossa eh? Eppure, ancora una volta guardo con occhi diversi i sentimenti, definendo tutto ciò come una prova con me stesso. Una prova che sta procedendo alla grande. In genere, all’inizio di ogni relazione si ha paura di tante cose. La mia paura più grande è quella di perdere me stesso, e penso che sia quella più comune. Ho imparato a non buttarmi a capofitto come ho fatto in passato, commettendo degli errori. Ed eccomi qua, a parlare di un sentimento che cresce ormai da più di un mese. L’ostacolo del primo mese, in cui si prende la consapevolezza di cosa stia accadendo, l’ho superato. Non mi resta nient’altro da fare che vivere, quotidianamente, senza troppe preoccupazioni. Il pensare è per gli stolti, giusto per citare Alex di “Arancia Meccanica”. Ed è fottutamente vero! Sono felice, perché ho uno splendido destino. Paragonerei la mia vita ad un Cheeseburger di McDonald’s. Semplice, ma dal sapore unico ed intenso.

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