Ahimé, un passo indietro.

Credo nell’Oroscopo, e non me ne vergogno. Il mio profilo astrale, calcolato con la mia data ed ora di nascita, rispecchia per filo e per segno il mio carattere. Ultimamente mi è capitata sotto agli occhi la notizia che il Gemelli e il Sagittario “sono i segni più stronzi”. Probabilmente è così. Ho anche letto che i Gemelli sono molto compatibili tra di loro, ed è fottutamente vero. Manca poco più di un mese per i miei vent’anni, e non so ancora cosa farò, dove sarò, e soprattutto con chi sarò. Penso ai miei due ultimi compleanni, entrambi vissuti nel pieno di due amori diversi. Entrambi indimenticabili. Entrambi persi. E per questi prossimi venti potrebbe esserci la possibilità di festeggiare su qualche libro universitario, per poi sostenere un esame il giorno dopo. Da solo, a Milano. Sono completamente single, la mia vita sembra essere totalmente in ordine, e per quanto mi stia sforzando di cercare una mia stabilità personale, non posso negare di avere qualche risentimento. Pare che quando si è insoddisfatti della propria vita sentimentale l’inconscio si aggrappa all’ultima persona che ci ha fatto star bene. Forse è per questo che in una settimana ho sognato due volte quel volto, quei nome e cognome incancellabili, che ormai mi risultano terribilmente fastidiosi solo a pensarli. Eppure sono consapevole che lì non troverei la mia felicità, perché non ero felice allora e, quindi, non lo sarei nemmeno adesso. Possibile che in tutto questo tempo non sia realmente riuscito ad andare avanti? E’ come un incantesimo che non riesco a spezzare. Una dannata ossessione che mi offusca la mente quando meno me l’aspetto. Un vuoto interiore che non viene mai colmato, nonostante abbia fatto la cosa migliore a crearlo. Da una parte c’è il cuore, che cerca di convincermi che quell’amore non si è mai spento dentro di me. Dall’altra c’è la ragione, molto più prevalente, che mi urla di continuare così, di andare avanti per la mia strada, di tenere ben salde le serrature delle porte che ho chiuso, e di farmene una ragione. Ormai campo di razionalità, creandomi tanti limiti e paletti. E pensare che fino a pochi anni fa ero il testimonial del godersi la vita a 360°, del fare tutto ciò che ci si sente di fare. Del tentare, provare e riprovare, mettendo l’orgoglio da parte. Ma forse l’ho messo da parte fin troppe volte, sporcando la mia dignità personale. Tante ferite emotive, che mi hanno portato ad essere quasi un quarantenne nel corpo di un ventenne. Darei tutto l’oro del mondo per riavere la mia ingenuità e il mio immenso ottimismo, ma tutto quel che mi resta è un immenso cinismo, che oscura tutto il mondo che mi circonda. E’ come se la lampadina della mia vita si fosse spenta, e attorno il buio. Ho una carriera universitaria appena avviata, una splendida casa in una delle città più famose del mondo, e lascio che la mancanza d’amore nella mia vita rovini le cose belle che possiedo. Per carità, sono sempre io, allegro, sorridente, con un bel week-end che mi aspetta nella mia Diamante (tempo permettendo). Ma si sa, l’apparenza inganna. Darei tutto l’oro del mondo per riaverti, una notte ancora. Ma non in sogno.

“Di notte prego, affinché il tuo viso possa presto scomparire.

Ed ogni volta che ti vedo nei miei sogni, vedo il tuo viso.
Mi ossessiona.
Credo di aver bisogno di te.

Dopotutto…”

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