Il 2009 per 24 ore nel 2011.

E’ lunedì, 2 Maggio 2011. Si è appena concluso un week-end ormai già storico, trascorso a Roma, città che per me rappresenta un’isola sacra d’amor perduto. Era dal 2 Marzo 2010 che non vi mettevo piede, e mi chiedevo come sarebbe stato l’impatto emotivo una volta arrivato. Flash ripetuti di attimi vissuti, e per un secondo è stato di nuovo il 2009. Non pensavo che bastasse così poco per ricordare chi cercavo di dimenticare da tanto tempo. Ogni cosa era un riferimento al periodo, a partire dalla fermata Piramide della linea B della Metro, fino al McDonald’s di Roma Termini, dove era d’obbligo aggiungere due Cheeseburger al Big Mac Menù. Inevitabilmente, ho pensato tanto a quei tempi ormai andati, a come ho idealizzato un amore, e a come di quell’amore siano rimasti solo i ricordi, se parliamo di cose concrete. Ma la concretezza non è tutto, e l’astrattezza, in certi casi, conta molto di più. Di conseguenza, come posso sperare di metabolizzare il presente se non ho ancora metabolizzato del tutto il passato? Nella vita si procede per gradi, e nessuna questione deve restare irrisolta per poter vivere sereni. Il punto è che tutte le questioni relative a quel periodo le ho risolte, ma probabilmente non come speravo. Ed è forse per questo che non vado avanti “come si deve”. In una vita in cui, erroneamente, si ottiene tutto quel che si vuole, un capriccio non soddisfatto può diventare un’eterna ossessione. Ma non è questo il caso. Perché paragonare quei ricordi ad un capriccio sarebbe sminuire il sentimento più forte che sia mai riuscito a provare. E credetemi, era amore. Domani ritorno a Milano, dopo ben tredici giorni a casa in cui, per citare gli avvenimenti più importanti, sono stato a Diamante e mi sono abbronzato come non mi succede manco ad Agosto, ho mandato a fanculo la persona più falsa che faceva parte della mia vita, ed ho ripreso i rapporti con una carissima amica che avevo mandato a fanculo perché pensavo che fosse la persona più falsa che faceva parte della mia vita, incoronando una volta per tutte la nostra amicizia con quest’ultimo week-end burino. Ora mi aspettano tre ore di sonno, un treno Frecciarossa alle 7.30, una camera lurida da mettere a lucido e tanto, tanto, tanto studio. E poi, vedremo cos’altro mi aspetterà. Dalla tristezza ad un sorriso. Sono pazzescamente lunatico.

Roma / Napoli: ritorno

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