Buona festa del consumismo.

Piove a dirotto. L’aria è fresca, ma non fredda. Ci sono 8°. E’ il 25 Dicembre, Natale. Lasciatemi dire due cose a riguardo: il Natale è la cosa più finta che si possa festeggiare (inteso come nascita di Gesù Cristo), e gli auguri di Natale sono il gesto più ipocrita che si possa fare. Era il 2008 quando attraversai una brutta crisi, personale e non, e frequentai per tre mesi una Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. Ne ho già parlato in qualche post passato. Quei tre mesi mi sono serviti a mandare a fanculo i santi, la Madonna, crocifissi, immagini e statue di tutto ciò che è in cielo, il Natale e tutte le altre festività religiose, e a capire che la religione Cattolica è la più grande puttanata mai inventata dall’uomo. Ma, soprattutto, mi sono serviti a credere in Dio, per davvero. Per il Cristiano (che può essere Cattolico così come può non esserlo) la Parola di Dio è la Bibbia. La Sacra Bibbia. Ora, non l’avrò letta tutta, anzi, ma ditemi: dove cazzo è scritto che il 25 Dicembre è nato Gesù? E mi soffermo solo su questo piccolo particolare, perché potrei parlare all’infinito della grande incoerenza della Chiesa Cattolica nei confronti della Parola che finge di predicare. Il Vaticano è un’istituzione, una vergognosa istituzione, e da tale contribuisce al governamento mondiale. Tra alberi e presepi (c’è chi li fa ancora?), tra regali e biglietti di auguri (ma auguri de che?), non facciamo altro che partecipare ad un consumismo di massa che ci ha messo tutti in ginocchio, trattandoci come dei burattini in balia del frenetico shopping natalizio annuale. Forse risulterò banale, ma abbiamo bisogno del 25 Dicembre per comprare un pensiero alle persone a cui vogliamo bene? Abbiamo bisogno del 25 Dicembre per sentire il “calore” scaturito dall’amore dei nostri cari? Abbiamo davvero bisogno di usare una ricarica telefonica di 30€ per inutili telefonate e messaggi di routine annuale che recitano “buon Natale”? E meno male che per questo ora abbiamo Facebook e Twitter! “A Natale siamo tutti più buoni”, e il resto dell’anno ci è concesso esserlo di meno? Potrò sembrare cinico, tanto cinico, ma ho semplicemente aperto gli occhi, di fronte ad un mondo che, invece, sembra chiuderli sempre di più. Stasera ho trascorso una splendida serata con la mia famiglia. Una cena perfetta, con le persone che amo di più. Per me il Natale è questo: un’occasione in più per passare un momento felice insieme ai propri cari. Un’occasione come tante altre nel corso di un anno.

Il mio augurio per voi che state leggendo è che trascorriate questi giorni di ferie in serenità e felicità con le persone che amate. E se credete in Dio, pregatelo dentro voi stessi. Perché la spiritualità forse è la cosa più intima che ci è rimasta.

Meno materialità. Meno insensati auguri. Più serenità.

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