La tua fata ignorante.

Quanti inviti respinti, che invece avremmo dovuto accettare. Quante parole non dette, che invece avremmo dovuto dire, o ascoltare. Quanti sguardi non ricambiati, che invece avremmo dovuto ricambiare. Quante volte la vita ci è passata accanto, e non ce ne siamo nemmeno accorti? Tante volte. E troppe sono le volte in cui ci siamo ritrovati di fronte al tassello mancante di noi stessi, quel destino che cercava di incrociarsi col nostro, ma che abbiamo respinto, che non abbiamo ascoltato, che non abbiamo ricambiato. Perché i tempi non erano giusti, o non abbiamo colto le dimostrazioni, perché troppo racchiusi nelle nostre convinzioni. Troppe convinzioni. Penso a tutte le vecchie fiamme di ognuno di noi, quelle che in passato ci hanno bruciato il cuore, costringendoci poi a spegnere il tutto con un estintore d’emergenza. Lasciandoci solo cenere, volata in un soffio del tempo che è scorso via. Siamo convinti di conoscere i nostri cari, le persone che amiamo, dalla testa ai piedi, dalle cicatrici che portano fuori. Ma non conosciamo le cicatrici che portano dentro. E le bugie dette. Le sofferenze scaturite dai dubbi,  dai colpi di scena. Amare sorprese. Quanta fiducia si perde ogni giorno in un mondo troppo piccolo per un grande amore. Quanti segreti non rivelati. Quante vite vissute in una sola vita. E tanti bicchieri rotti, caduti per terra. Accidentalmente. Non siamo forse tutti delle fate ignoranti? Il destino rivendica la nostra ignoranza, e ci spiattella in faccia tutta la verità che ignoravamo. Ed è inutile porsi delle domande, perché non sapremo mai dire per certo cosa è andato storto. Cosa mancava. E in cosa sbagliavamo. Non sapremo mai davvero quanta priorità abbiamo avuto nella vita di una persona, né quanta importanza avranno i ricordi che le abbiamo lasciato. Possiamo solo sapere ciò che è stata per noi. E non sarà mai ricambiato esattamente, nel bene e nel male. Cerchiamo, troviamo, ripartiamo da zero. Ci ritroviamo a dire “non ho ancora trovato quel che sto cercando”. Magari dopo averlo già trovato, una, due, tre volte. Ma non smettiamo mai di farlo. E, alla fine del nostro percorso, quando ci cadrà un bicchiere da mano, non si romperà. E potremo chiamare la nostra pazienza “amore”.

“Cosa sono le fate ignoranti? Le fate ignoranti sono quelle che incontriamo e non riconosciamo, ma che ci cambiano la vita. Non sono quelle delle fiabe, perché loro qualche bugia la dicono. Sono ignoranti, esplicite, anche pesanti a volte. Ma non mentono sui sentimenti. Le fate ignoranti sono tutti quelli che vivono allo scoperto, che vivono i propri sentimenti, e non hanno paura di manifestarli. Sono le persone che parlano senza peli sulla lingua, che vivono le proprie contraddizioni e che ignorano le strategie. Spesso passano per ignoranti, perché sembrano cafone, e invadenti per la loro mancanza di buone maniere. Ma sono anche molto spesso delle fate, perché capaci di compiere il miracolo di travolgerci. Costringendoci a dare una svolta alla nostra vita.”
– Ferzan Özpetek

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3 thoughts on “La tua fata ignorante.

  1. E’ meglio essere una “fata ignorante” o meglio essere travolti da una di loro? Me lo son sempre chiesto.
    E mi son sempre chiesto se son mai riuscito ad essere una “fata ignorante” per qualcuno.
    Mi commuovo a pensare quelle poche, pochissime ma fondamentali, “fate ignoranti” che sono entrate nella mia vita per non uscirne più. Perchè quando uno è una FATA IGNORANTE.. è perchè è stato in grado di sconvolgerti la vita facendotela brillare.

    E sorrido anche a pensare a quei bicchieri rotti…com’era la frase?… “Quando si rompe un bicchiere la persona che ami se n’e’ andata via”… Sorrido perchè il tempo sistema sempre tutto, almeno all’apparenza. Ma i cocci di quel bicchiere rotto, quando uno ha amato davvero, se li porta sempre con se!!! 🙂

    E che tu, possa trovare in questo imminente 2012, la tua FATA IGNORANTE!!!

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  2. Bellissimo intervento, complimenti! E’ intimo e delicato, privo di quell’asprezza che di solito accompagna i tuoi ricordi.Significa che stai, finalmente!, metabolizzando le disavventure della vita? Guarda avanti, avanti, avanti e sogna, sogna sogna e… realizza, realizza, realizza…

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  3. Pingback: Come una rosa rossa. « respiroPROFONDO.com

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