Volti da puzzle.

Vorrei che la notte passasse in fretta come il giorno, con tutta la sua silenziosa intensità, la solitudine della mia stanza vuota, dove la finestra riflette le luci di corso Buenos Aires, e la tenda si muove leggera col vento, quasi a volermi fare compagnia mentre fumo una sigaretta, con un pensiero per boccata. Una sigaretta, una birra, e di nuovo una sigaretta. Esami di coscienza, e tante domande, portate da ricordi troppo vivi per non essere ricordati. Quel volto congelato nel tempo, che non mi fa più alcun effetto, e mi fa sentire effettivamente cresciuto, cambiato. E diverso da quello che ero mentre versavo quelle lacrime di gioia e amarezza. Quell’altro volto, che mi fa quasi rimpiangere mille azioni e milioni di parole non dette, a farmi voler tornare indietro per avere il coraggio di pronunciarle, e rivivere quel sole che non era mai stato così caldo come ad allora. Ed un nuovo volto, che dovrebbe valere per me quanto un Kleenex usato, ma che è riuscito a stendere il mio orgoglio. E’ banale dire che vivono tanti volti dentro di noi, e sono sempre quelli più sbagliati a cui diamo maggiore considerazione, come a volerci sottomettere alla costrizione del non poter possedere, e diventarne schiavi sofferenti, penosi. Sanguinanti, per i troppi spari che ci hanno trafitto il cuore. Assuefatti dal masochismo sentimentale, ed annoiati dalla dolcezza facile, veloce, carina quanto uno zerbino con su un arcobaleno. Spesso ho vissuto degli appuntamenti splendidi, perfetti, ma con i volti sbagliati. A chi non è mai capitato di trascorrere una serata da sogno, e sperare che ci fosse stata un’altra persona al posto di quella che era con sé? E’ la cosa più triste da dire, soprattutto da pensare. In fondo, non ci si può sottomettere a nessuno, tranne che alle proprie emozioni. Ed è difficile gestirle, perché spesso non sappiamo nemmeno a cosa sia dovuta l’incontrollabile spontaneità con cui nascono dentro di noi. Vorrei che fosse facile unire due cuori quanto lo sia unire due corpi. Condividere le stesse spontanee emozioni, le stesse scintille scaturite da una stessa attrazione. Proprio come due tasselli di un puzzle fatti apposta per incastrarsi tra di loro. Ma, evidentemente, Dio ha rovesciato in terra troppi puzzle differenti.

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