Breaking Free

Haven’t been writing on here in such a long time – 8 months to be exact. I wish I could say it feels like yesterday, but it doesn’t. I can feel time passing faster, like I can’t even keep up with it, and the past getting more far away day by day. So scaringly far away.

2015 is being a game changer in my life. Much has changed lately and I have changed myself. It’s one of those transitioning years where you’re stuck in between of the past and the future, in a present that feels kind of empty and that you have to fulfill with definitive actions and ultimate choices that may cost your future (and I’m not even exaggerating). I have made my choice, which is to break free from the life I have been living for almost five years now to finally follow my still-not-totally-defined dreams and fly to my favourite place on earth ever, the one I have left my heart at – and probably my soul too – some time ago. And that’s what I’m going to work on for the next months starting from September (got such a hard month ahead, sigh!).

Talking about my heart, it’s funny how life can take new meanings and how we can suddenly find ourselves changed, smiling over a past that probably caused us that change. I think life is all about improving yourself and getting better and better after all that you’ve been through. I mean, what’s the point of keep living if you don’t stop for a while, take a deep breath, think of what you’ve been doing, of your past, be humble enough to stop accusing others and realise your wrongs, your mistakes and learn from them? That’s what I’m doing since one year, more or less, when I decided to stop complaining about what I was going through and actually react to everything that was basically messing me up. I won’t say I would change some things if I had a DeLorean to turn back time; I think everything was right for that time and for the age I was (like me being naively blind in front of a few very clear things, for example), otherwise how could I grow up a little more and get a great, helpful life lesson?
I am currently single, which is something I’m really good at being since I just don’t simply feel the needing of sharing my life – my bed, my stuff, my plans, argh! – with another individual really and I’m the hardest person I know to fall in love/ get interested in someone. Okay, sometimes I may want to get a massive hug, some cuddles and fall asleep like that when I have a bad day but hey, that’s what cookie dough ice cream was made for, and I’ll never be grateful enough to Misters Ben & Jerry for that!

Despite this, I’m having a relationship with myself, which is probably the most important one I’ve ever had. I decided to take care and listen to myself, starting from quitting smoking – at the moment I’m writing I have been smoke free for 24 days, 1 hour, 53 minutes and 20 seconds (the Smoke Free app is amazing!) – and facing my fears, my insecurities and everything I was running from in the last two years by calling random friends and go partying. Being alone is great sometimes, it helps you to get to know yourself better and to actually plan how to get the life you really want, the person you want to be deep inside.
I’m proud of myself for quitting smoking; it made me realise I can do whatever I want. I’ll just have to be strong, be the master of my own life, my future and go get it.

And that’s exactly what I’m going to do from now on.

Inno.

Onoriamo le persone di cui sentiamo la mancanza, perché hanno fatto in modo che la sentissimo. Onoriamo le delusioni, tutte, perché ci hanno aperto gli occhi quando li avevamo chiusi. Onoriamo la fiducia persa, perché ci ha salvato da chi non la meritava. Onoriamo le telefonate ed i messaggi che abbiamo atteso e mai ricevuto, quel silenzio più onesto di mille parole e frasi dette. Onoriamo i due di picche, perché ci hanno riportato coi piedi per terra insegnandoci che la vita è una ruota che gira, e che il karma è una cosa seria. Onoriamo le lacrime, perché ci fanno sentire vivi. Onoriamo l’amore, perché è intenso e dura poco. Onoriamo la solitudine, perché ci ha obbligati ad affrontare noi stessi, e a conoscerci. Onoriamo la tristezza, perché ci lascia una volta assicurata che siamo diventati abbastanza forti. Onoriamo le cadute, perché senza di esse non avremmo potuto trovare la forza per rialzarci. Onoriamo la forza, perché ci ha insegnato che tutto il male può passare se lo desideriamo. Onoriamo la paura, perché ci ha fatto diventare grandi. Onoriamo la cattiveria ricevuta, perché ci ha fatto capire che siamo stati veramente importanti. Onoriamo i rimpianti, perché più ne abbiamo, più capiamo che non dovremmo averne e meno ne avremo. Onoriamo i sogni non realizzati, perché torneranno a stimolarci quando non riusciremo più ad averne di nuovi. Onoriamo l’inferno, perché ci ha fatto incamminare alla ricerca del paradiso. Onoriamo il buio, perché un giorno potrà fare spazio alla luce. Onoriamo noi stessi, perché abbiamo percorso duri cammini e strade buie.

Ed è dopo tutto questo che oggi siamo qui.

#IBelievein2015

E’ stato un percorso lungo, confusionario, strano, a tratti vuoto, come le emozioni provate. Non so dire esattamente cosa mi abbia portato e dato questo 2014. Sicuramente tanti drink, feste, persone. E’ stato un anno effimero vissuto con la forza costante di dimenticare e non pensare. Come essere umano, ne ho guadagnato un’azienda figa in curriculum. Nient’altro, credo.

Ci sono anni degni di nota ed altri che forse servono da transizione tra il peggio e il meglio che deve ancora venire. Credo che il 2014, per quanto mi riguarda, faccia parte di questi ultimi. Un po’ come lo fu il 2011.

Leggo che avrò Saturno contro tutto l’anno, il che vuol dire cambiamenti, negativi nella maggior parte dei casi. La speranza, ormai, mi spaventa più del pessimismo.

Ho un piano, e nel 2015 vivrò attorno ad esso. E’ tempo di fare sul serio, di dare una svolta e uno schiaffo a quel passato che mi ha rovinato un po’ di giornate. Ricominciare da zero è una di quelle possibilità che si hanno quando si ha la fortuna di avere 23 anni.

Continuerò a “disintossicarmi”. A pregare. A vivere.
Questa volta, però, a modo mio.

#IBelievein2015

E’ uno spreco di emozioni. Seriamente!

Eccolo lì, il mondo che va avanti. Ti si spiattella in faccia a forza, con i giorni che passano mentre tu perdi la cognizione del tempo in quel mondo tutto tuo in cui hai addestrato la mente a vedere tutto rosa.

E’ il mondo reale, quello che gira intorno al sole con la luna che gli fa compagnia.

Si dice che chi si ferma è perduto, ed io non mi sono decisamente fermato. Anzi, sono scappato. Via, da quei mostri crudeli a cui tanto piaceva giocare col mio ego. Tanto da finire quasi a perderlo, quell’ego. Quei fantasmi, la cosa peggiore che possa esistere, che tornano sempre a tormentarti quando sei lì determinato a sbarazzarti di loro.

Credevo nel bene ed ero consapevole dell’esistenza del male. Ho avuto l’onore di conoscere entrambi, ed ho accolto il primo ingenuamente ed il secondo proprio come una persona ingenua può fare. A volte può essere traumatico scoprire i lati più oscuri di chi ammette di amarci.

Ed è a quel punto che scappi, perdendoti proprio nella loro oscurità colorata di blu elettrico. Corri alla cieca, trovando rifugio nel tuo mondo in cui nessuno può farti del male, tra futili distrazioni e flashback appannati di quei brutti ricordi dai quali scappi via. Sfoggiando sorrisi a testa alta che coprono respiri profondi di auto incitamento.

Scappando via ho ritrovato quell’ego perso, scoprendo di non averlo mai davvero perso ma di averlo messo soltanto da parte. Ho ritrovato la persona che ero, e di conseguenza la libertà.

La libertà è uno stato mentale in cui niente e nessuno può condizionare le tue scelte, il tuo stato d’animo, i tuoi sorrisi, le tue lacrime. Essere liberi vuol dire emozionarsi ancora. Sognare di nuovo. Sorridere spontaneamente. Sentirsi vivi. Essere padroni di se stessi e delle proprie emozioni.

Sono libero, e non è quella libertà sinonimo di spensieratezza che tutti, ingenuamente, cercano di raggiungere pensando che esista davvero. E’ libertà razionale, quella in cui ti senti fortunato per quello che hai, sentendoti più forte quando casualmente dai un’occhiata indietro e pensi a tutto quello che hai passato, avendo il pieno controllo sulle tue emozioni. Saper dire a quei fantasmi quando è il caso di andare via. E riderci su.

Sto trascorrendo un weekend lungo ai limiti della spensieratezza più assoluta con i miei genitori, e non potrei immaginare niente di più bello al momento. Anzi, credo che sia proprio la cosa più bella in generale.

Bene e male. Mostri, fantasmi, trip mentali e compagnia bella. Quanta tristezza sprecata per un mondo che infimamente va avanti, pieno di deboli da compatire che la forza di correre, scappare via e ritrovare se stessi da soli non possono neanche sognarla. Che si rifugiano dietro a nuove pseudo emozioni fatte di finte convinzioni ed inconsci rimpianti.

Sono felice. Non c’è niente che vada effettivamente male. La vita è in salita. Ed ho seriamente la famiglia migliore del mondo.

E questo, baby, è il mondo che resta.

14 settembre.

14 settembre 2012

14 settembre 2014

Credo che sia inevitabile che in certe date che rappresentavano avvenimenti e ricorrenze importanti il pensiero vada al passato. Andiamo avanti, o almeno ci sforziamo di farlo, cerchiamo di distrarci, di fare nuovi progetti, ma il tempo è lì, pronto puntualmente a ricordarci quanto avessimo accumulato, costruito e perso. E il rancore non basta a buttare via tutto, perché la mente vola sempre verso quei ricordi più belli, quando eravamo felici e tutto era basato sul costruire un futuro da condividere in due.

Vorrei poter dire di non avere rimpianti, e invece ne ho, insieme a domande che probabilmente non troveranno mai delle risposte, finché non scompariranno via del tutto, sbiadendosi nel tempo e perdendo tutta la loro importanza e valore. Come l’amore.
Cosa è andato storto? Come è possibile che un amore così grande fosse destinato ad essere parte del passato da etichettare come un periodo iniziato e finito per sempre? E la peggiore: riuscirò mai a provare di nuovo dei sentimenti così forti e ad imparare dagli errori passati?

Credo ancora nell’amore e non ho mai creduto a quelli che dicono che ce ne spetta uno soltanto nella vita. Forse, però, non credo più nel per sempre, nell’amarsi e onorarsi finché morte non ci separi.
Non si è più disposti a lottare, a sacrificare se stessi una volta finita la magia per rimettere insieme i pezzi. Ed è facile dire addio alla prima sfida.

Abbiamo le foto, le cronologie di conversazioni, i regali e i ricordi a loro associati.
Abbiamo i sentimenti, quei pochi rimasti, con cui dobbiamo convivere senza poterli esternare.

E abbiamo la rabbia, stanco di essere ipocrita, che mi fa augurare tutto il peggio a chi me lo ha fatto vivere.
Del resto, why should I wish all the best to someone who gave me all the worst?

Non si smette mai di imparare, e finché ci saranno persone capaci di farci vivere il vero e proprio inferno allora saranno grandi lezioni di vita.
Lezioni di vita a cui sarò eternamente grato. Nel bene e nel male.

All the worst,
Ale

Once again.

Avevo timore dell’arrivo di questa estate. Dopo tutti i grandi progetti dello scorso anno mi chiedevo cosa ne sarebbe stato di me, cosa avrei fatto, con chi, dove. Desideravo che non arrivasse mai l’estate, o che arrivasse qualcosa che la rendesse speciale, che non mi avrebbe fatto rimpiangere quelle partenze, quelle bevute, quei bagni di notte sotto il cielo stellato più bello che avessi mai visto, dall’altro lato del mondo. E invece, inevitabilmente, è arrivata l’estate. Fresca, grigia, piovosa, quasi come se non avesse voluto farmi sentire il suo arrivo.

Piove, quasi tutti i giorni ormai. Sarà felice Lana Del Rey; in fondo ha avuto un senso pubblicare un suo album in pieno giugno. La sento come una pioggia di transizione. Una pioggia che mi sta ripulendo da tutto lo sporco di quell’ennesimo passato che mi sto lasciando alle spalle, ma che mi tiene ancora un po’ nel buio che ha regnato nella prima metà di questo anno. Mesi trascorsi ad evadere dalla realtà, a scappare dai ricordi e dalle sofferenze che questi portavano. Un vero e proprio blackout di cui ricorderò la voglia di sembrare forte e felice, le luci psichedeliche del Vanilla ed i loro riflessi in tutti quegli specchi dopo il terzo Long Island, la voglia di spensieratezza, di svuotare la mente e correre via da tutto, lasciando il mondo scomparire. Ed è stato quello, probabilmente, il mio errore più grande in questi ultimi tempi. Scappare, sminuire l’importanza di tutto, e perdere la rotta. Once again.

Siamo nella seconda metà di questo anno. Ho avuto la fortuna di trovare di nuovo un senso alla mia routine. Un senso chiamato Cartier. Piove, e la mia mente si ripulisce ogni giorno. Ed ogni giorno, ad un certo punto, spuntano dei raggi di sole che danno speranza. Speranza in questo nuovo cammino, in questo cuore che sta dimostrando di sapere battere di nuovo, ed è talmente bello e liberatorio che non mi va di preoccuparmi pensando al domani e alle sofferenze che un cuore che batte può causare. Perché mi basta questo al momento per essere felice.

Del resto funziona così, è tutto un ciclo infinito.
E ci saranno altre nuvole, piogge, tuoni.
E, alla fine, uscirà di nuovo il sole.

Tutto ciò che voglio fare è rilassarmi, e aspettare questo nuovo sole che, sono sicuro, verrà presto allo scoperto.
E allora, finalmente, potrò godermi un po’ di tanto atteso e, perché no, meritato calore.

Once again.

Libero.

Libero – Non soggetto a padrone o a qualsiasi forma di dominio, di costrizione autoritaria.

Quando tutto si perde, tutto quel che c’era in quelle emozioni, in quei ricordi. In quei sentimenti che sembravano immortali. Quando quei sogni condivisi non hanno più valore, né importanza. Quando quei sorrisi e quelle lacrime non ti lasciano più un vuoto nello stomaco, ma ti fanno sorridere per un istante. E quel volto non è più protagonista dei tuoi pensieri.

Ti rendi conto di essere libero quando la dolcezza sostituisce il dolore in quei vecchi ricordi che sembravano insormontabili.
E riscopri la libertà in nuovi baci, in nuove emozioni, in nuovi sogni che sono soltanto tuoi, in nuovi sorrisi, nell’eccitazione di scoprire qualcosa di nuovo.

Il controllo di se stessi. Sentirsi fortunati per aver vissuto il passato, nel bene e nel male. Rendersi conto di non esserne più dipendente. La consapevolezza di non volere più tornare indietro. Un nuovo spazio libero nel cuore. Qualche farfalla superstite nello stomaco. La voglia ed il coraggio di rischiare tutto e perdere tutto, ancora una volta. E ricominciare.

Credo che sia questa la libertà, sentirsi vivi, sapersi emozionare di nuovo.
Ed io, oggi, sono una persona libera.